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giovedì 12 novembre 2015

Zuppa toscana con spezie turche e cavolo nero fritto


Ingredienti per quattro persone:
300 gr di fagioli cannellini già lessati
qualche mestolo di acqua di cottura dei fagioli
300 gr di cavolo nero pulito
una carota
olio d'oliva
uno spicchio d'aglio
qualche gambo di finocchio fresco
un cucchiaino di peperoncino in polvere
una punta di cucchiaino di cumino in polvere
mezzo cucchiaino di isot pepper

In una pentola dal fondo spesso metti a rosolare nell'olio d'oliva un aglio schiacciato insieme a una carota e qualche gambo di finocchio fresco tritati. Aggiungi il cumino, il peperoncino e l'isot pepper. Quando il finocchio è traslucido aggiungi i fagioli e qualche mestolo della loro acqua di cottura. Lascia insaporire per 15 minuti, aggiungendo il sale. A parte rosola velocemente in una padella - fino quasi a friggerlo -  il cavolo nero tagliato a striscioline. Versa la zuppa in un piatto fondo e aggiungi il cavolo nero al centro. 


domenica 13 settembre 2015

Zuppa di farro e lenticchie decorticate con zucca e cavolo nero


Ingredienti per quattro persone:
150 gr di lenticchie decorticate
100 gr di farro
una decina di foglie di cavolo nero
200 gr di zucca
2 carote
un quarto di cipolla rossa
2 foglie di salvia
un rametto di rosmarino
peperoncino in polvere
sale e olio evo qb

Lava le lenticchie e il farro. In una pentola metti a soffriggere dolcemente la cipolla tritata, aggiungi poi il peperoncino in polvere, le carote tritate, la salvia e il rosmarino tritati. Quando la cipolla sarà morbida aggiungi le foglie di cavolo nero spezzettato e lascia cuocere per cinque minuti. Aggiungi poi la zucca a dadi. Infine, versa nella pentola il farro con le lenticchie e aggiungi abbastanza acqua da consentire alla zuppa una cottura lenta per trenta minuti (indicativamente il livello dell'acqua dovrà superare di 4/5 cm il contenuto nella pentola). Fai cuocere con il coperchio a fuoco basso. Aggiungi il sale grosso. A cottura ultimata frulla per qualche secondo con il frullatore a immersione. Servi con un filo d'olio a crudo. 

martedì 4 dicembre 2012

Zuppa di cavolo nero e farro con semi di senape e cialda di pecorino


A me piace credere di aver scelto di vivere in Toscana ma so che è semplicemente capitato. Io pensavo all'Emilia, quando ero giovinetta, e ora invece da qui non mi ci stacco. Terra matrigna, di vini fantastici e piatti semplici, terragni. Dicevo sabato scorso ad un amico che l' esecuzione dei piatti toscani, comparati a quelli emiliani, campani e siciliani, è - mediamente - semplice in una maniera imbarazzante. Tutto sta nella qualità degli ingredienti, alcuni dei quali sono peculiarissimi. Il cavolo nero, per me, è solo toscano. Il farro è peculiarmente toscano. Poche settimane fa ho pensato che non volevo andare in un determinato ristorante perché ha cucina troppo toscana e son cose che mangio a casa. Non essendo toscana di natali, né di madre, l'ho presa come una rivelazione. Ormai, volente o nolente, e tra mareggiate burrascose di odio-amore, sono toscana.



Ingredienti per quattro persone:
12 foglie abbastanza grandi di cavolo nero
200 gr. di farro
4 cucchiaini di semi di senape
3 cipollotti freschi
1 peperoncino fresco
4 cucchiai d'olio extravergine d'oliva
6 cucchiai di pecorino toscano grattuggiato

Butta il farro in acqua bollente salata e fallo cuocere per circa 40 minuti. Lava le foglie di cavolo nero e tagliale a strisce orizzontali dopo aver tolto le costole. In una pentola fai soffriggere i cipollotti tritati in 4 cucchiai d'olio, aggiungi il peperoncino schiacciato e i semi di senape. Dopo due minuti aggiungi le foglie di cavolo nero. Lascia cuocere per circa venti-trenta minuti, aggiungendo il sale. Versa due mestoli di acqua di cottura del farro sul cavolo nero. Scola il farro ormai cotto e aggiungilo al cavolo. A parte in un padellino ben caldo crea le cialde di pecorino, versandone un po' più di un cucchiaio per volta e avendo cura di girarle facendo abbrustolire solo i contorni. 

ps I semi di senape non sono toscani ma appartengono alla mia riserva di spezie indiane. Io odio essere troppo filologica in cucina.