martedì 1 maggio 2012

Zuppa di fagioli mung con curcuma, semi di senape nera e prezzemolo

La prima volta che ho provato la cucina indiana ero a Berlino, con una mia amica tedesca che mi trascinò in tutti i ristoranti etnici possibili per tenermi lontana dal cibo para-italiano. 

Fu amore al primo boccone.

Tutto iniziò lì, e poi ci fu l' acquisto del curry al supermercato - quello che io oggi definirei tranquillamente curry debole o finto curry - e la sua introduzione, in dosi pressoché omeopatiche, in vari piatti (tipo riso alle verdure E una puntina di finto curry).

Beata ingenuità.

Sono passati più o meno otto anni da quell' epifania e il mio amore non è mai scemato ma è stato anzi alimentato da letture, dall' acquisto di libri, da tentativi più o meno riusciti e soprattutto dalle sortite in periferici e malmessi negozi etnici alla ricerca delle spezie e degli ingredienti.
Se solo tre anni fa dovevo dannarmi l' anima per trovare un pezzo di zenzero fresco oggi la comunità pakistana in Italia è ben radicata e quindi riesco a trovare (quasi) tutto (e la cucina pakistana ha molti punti di contatto con quella indiana).
Giustamente la cucina italiana, così come quella francese, vengono considerate raffinate ed elaborate ma, credetemi, nessuna cucina è maestra di vita come la cucina indiana. 
Non esiste un dogma, non esiste un libro di riferimento ma uno stesso piatto è preparato in mille modi diversi e anche solo un dosaggio leggermente differente delle spezie porta ad un risultato completamente differente.
La povertà delle materie prime contrasta con il risultato finale, che è a volte quasi barocco. Le preparazioni di base seguono delle loro regole che non troverete mai scritte ma che, poco alla volta e a costo di numerosi tentativi, entreranno nelle vostre mani come un sapere che c'è sempre stato. 
Non mi vergogno a dire che mi è capitato un paio di volte di buttare il risultato di ore di preparazione, soprattutto durante i primi esperimenti. Può uscire fuori del cibo immangiabile, perché avete sbagliato qualcosa e non sapete dove avete sbagliato fino a quando, con la santa pazienza, non vi rimettete a preparare lo stesso piatto, cambiando qualche variabile. 
I barattoli di spezie fanno bella mostra di sé nella mia cucina e certi cibi rientrano ormai nella mia dieta abituale ma più piatti sperimento più sono consapevole del fatto che non ne so nulla.
E' per questo che non smetterò mai, ben sapendo che non c'è nessuno standard da raggiungere. 
E' per questo che mi sento rassicurata dalla presenza dei barattoli sulla mensola. Mi ricordano che la materia è ottusa ma che è nelle mani la forza e la saggezza per ammaestrarla, imparando dai propri errori. 


Ingredienti per 4 persone:
2 tazze di fagioli mung spezzati e decorticati
un quarto di cucchiaino di curcuma
1 cucchiaino di semi di senape nera
olio e prezzemelo fresco qb

Lava bene i fagioli fino a quanto l' acqua non è trasparente. Mettili in una pentola con 4 tazze d'acqua, il sale e la curcuma e lascia bollire a fuoco medio per 30/40 minuti (fino a quando i fagioli non sono teneri). Attenzione alla schiuma che si forma (come per tutti i legumi) e che va tolta onde evitare cascate d'acqua sui fornelli. Quando i fagioli sono teneri, spegni e con un frullatore ad immersione riduci in passato il tutto, aggiungendo un po' di acqua calda se vuoi un risultato più liquido. In una padellina versa due cucchiai d' olio d'oliva e i semi di senape. Quando sfrigolano spegni questo condimento e versalo nella pentola con la zuppa. Aggiungi del prezzemolo fresco tagliato a listarelle (va bene anche il coriandolo, ma io preferisco il prezzemolo).

2 commenti:

  1. Ciao, ti ho citato in un post a proposito dei fagioli mung
    http://30metriquadri.blogspot.it/2013/03/fagioli-mung-dal-in-purea-e-zuppa.html
    Complimenti per il blog, ho trovato ottime ricette!

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  2. Grazie mille! Anche il tuo blog è molto interessante, vedrò di sperimentare qualcuna delle tue ricette prossimamente :)

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